Vicino/Lontano dalla ‘vecchia’ Italia alla ‘nuova’ Europa

Da dx: Isabella Rossellini, Lina Wertmüller e Maria Zulima Job, figlia di Lina Wertmüller ed Enrico Job

Vicino/Lontano dalla ‘vecchia’ Italia alla ‘nuova’ Europa

Dal 9 al 12 maggio la manifestazione culturale di Udine cerca di comprendere la complessità del presente con ospiti illustri e intellettuali

Punta i riflettori sulla crisi economica internazionale, sulla situazione dell’Italia, sulle prospettive dell’Europa nello scenario globale e sulla nuova era digitale, con un approfondimento sull’evoluzione del web come forma del conoscere nel nostro tempo, la nona edizione di vicino/lontano al via a Udine giovedì 9 maggio, preceduta da due anteprime in programma mercoledì 8 maggio.

Il primo appuntamento è al Teatro San Giorgio alle 21 con “Elnémulás”, tragedia in due atti sull’urgenza di difendere le minoranze etniche, culturali e linguistiche firmata da Miklós Hubay, che la scrisse di getto in una prima versione andata perduta ai Colonos di Villacaccia nel 2000. La rappresentazione, nella nuova versione friulana “L’ùali di Diu” (traduzione di Carlo Tolazzi e Martina Arrigoni), con Aida Talliente, Fabiano Fantini, Marco Rogante e la regia di Massimo Somaglino vuol essere un omaggio al grande intellettuale e drammaturgo ungherese, morto nel 2011, e al contempo lanciare un monito sulla scomparsa delle lingue minoritarie. Risultato di una grande sinergia fra realtà culturali friulane motivata dalla potenza teatrale del lavoro, l’evento è prodotto da Associazione Colonos, Comune di San Vito al Tagliamento, Forum, Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli, Teatro Club Udine e vicino/lontano.

Vicino/lontano 2013 si apre ufficialmente giovedì 9 maggio e si articola come sempre in dibattiti, lezioni magistrali, incontri di approfondimento, testimonianze. Dopo la cerimonia inaugurale, alle 19 davanti alla Chiesa di San Francesco, il primo a salire sul palcoscenico sarà il fondatore della Sociologia del quotidiano, Michel Maffesoli, docente di Scienze Umane alla Sorbona di Parigi, per la lectio magistralis “Homo eroticus”, incentrata su una nuova figura antropologica dominata dal desiderio contraddice e si sostituisce all’homo sapiens dell’era moderna, mentre si modifica la natura stessa della convivenza sociale.

In prima serata, alle 21, si entra nel vivo della “questione italiana”, uno dei temi forti di vicino/lontano 2013, con l’annunciata lettura scenica di Paolo Fagiolo dal nuovo libro di Tommaso Cerno, il poema in terzine di endecasillabi Inferno. La commedia del potere, in cui il giornalista friulano rivisita in chiave dantesca vizi e bassezze del nostro Paese e in particolare della nostra politica. Fra bolge e gironi vi sfilano, in modalità bipartisan, i potenti dell’Italia di oggi. La lettura dei testi, selezionati dal regista e critico teatrale Gianni Cianchi, sarà accompagnata dalle magnifiche tavole del fumettista satirico Makkox. All’“infernale commedia” seguirà “Vuoto italiano due”, dibattito tra l’editorialista Guido Crainz, autore del saggio Il paese reale (Donzelli), , lo stesso Cerno e il sociologo Carlo Donolo, moderati da Stefano Allievi.

Sull’idea di un’Italia (s)perduta e sull’urgenza di uscire dall’impasse si tornerà più volte nel corso del festival, che sceglie la “questione italiana”, affrontando una delle piaghe del nostro paese più dolorose e difficili da sradicare, anche per l’evento di chiusura. Domenica 12 maggio alle 20.30, nella Chiesa di San Francesco, Fabrizio Gatti presenta in prima nazionale il racconto scenico “La nostra mafia quotidiana. Gli anni della peste”, dal suo nuovo attesissimo romanzo verità Gli anni della peste, in uscita il 26 aprile con Rizzoli. Inviato del settimanale L’Espresso, Gatti è noto per le sue inchieste e i reportage acquisiti sotto identità ‘clandestina’, come in Bilal – il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi, con il quale ha vinto il Premio Terzani nel 2008. Ancora una volta Gatti, con la sua testimonianza in prima persona, ci farà scoprire quel che non siamo riusciti a vedere. In questo caso, la mafia della porta accanto. Quella che si nasconde nei quartieri, negli uffici pubblici. Quella che tocca tutti da vicino. Quella che ha condannato l’Italia a diventare ciò che è. Il peso di cui ci dobbiamo liberare, se vogliamo tornare a sperare.

Strettamente legato al tema dell’Italia, quello di un’Europa la cui unità è messa a durissima prova dalla crisi. Quale aspetto avrà, domani, l’Europa? Una riflessione autorevole sul futuro del vecchio continente sarà dedicata ancora una volta dal geopolitologo Lucio Caracciolo nella tavola rotonda “L’Europa come utopia” (venerdì 10 maggio alle 21), che vede la partecipazione di autorevoli studiosi internazionali come Mauro Ceruti, Heribert Dieter e Sara Gentile, moderati da Guglielmo Cevolin.

Nessun discorso sul futuro può prescindere dalle nuove generazioni e dalla loro educazione. Di scuola e insegnamento si occupa il nuovo numero di “aut aut”, la rivista di filosofia diretta da Pier Aldo Rovatti, che sarà presentato nel corso del dibattito “La scuola impossibile” (sabato 11 maggio alle 19), con lo stesso Rovatti, Beatrice Bonato, Raoul Kirchmayr e la moderazione di Aluisi Tosolini. Sul tavolo, l’invito agli insegnanti a ripensare in modo coraggioso e originale la scuola e l’insegnamento. La presentazione coincide con il sesto appuntamento, un fuori programma a vantaggio del pubblico di vicino/lontano, di Europensieri, il progetto ideato da CSS e Società filosofica italiana sezione FVG.

In questa edizione si torna a riflettere su questo rapporto andato in crisi – insieme all’idea stessa di autorità – con Massimo Recalcati, tra i più noti psicoanalisti lacaniani in Italia e autore del recente Il complesso di Telemaco (Feltrinelli), che terrà la lectio magistralis “La società orizzontale. Genitori e figli senza padre” (sabato 11 maggio alle 11.30), realizzata in collaborazione con Multiverso. In una società in cui ogni gerarchia sembra essere saltata e le differenze generazionali cancellate, i figli appaiono sperduti tanto quanto i loro genitori.

Italia, Europa, mondo: su tutti incombe la crisi economica. Già presente nei dibattiti su Italia ed Europa, il tema caldo della crisi sarà sviscerato da esperti economisti e sociologi ma alla discussione contribuiranno anche artisti, scrittori, cantautori. Francesco Daveri e Paolo Pini insieme a Roberto Grandinetti affronteranno temi come la disoccupazione, la flessibilizzazione del mercato del lavoro e le nuove forme di emigrazione nel confronto dal titolo “Lavoro e crescita nella competizione globale” (sabato 11 maggio alle 15). Con un occhio particolare all’Italia, si cercherà anche di capire se lavoro e crescita siano termini compatibili, come è stato in passato, o se il futuro prevede una crescita sempre più jobless. Subito dopo, nel confronto “Economia civile. Welfare e beni comuni al tempo della crisi” (sabato 11 maggio, ore 17) – illustrato nell’opuscolo del festival da una vignetta di Ellekappa (alias Laura Pellegrini) –, Laura Pennacchi, Giuliano Poletti e Stefano Zamagni partiranno dalla crisi strutturale del welfare tradizionale per tratteggiare la possibilità di un welfare compatibile, in grado cioè di conciliare esigenze di bilancio e principi di equità.

Di fronte all’enorme sofferenza sociale che ha accompagnato le politiche di austerità varate negli ultimi anni in Italia e in Europa, la questione a lungo trascurata dell’equità è diventata urgente, e a farsene carico non può che essere la politica. Sarà il tema del confronto “Il ritorno dell’eguaglianza” (domenica 12 maggio alle 17) con Riccardo Realfonzo, Pietro Reichlin, Emilio Carnevali, che inaugura a vicino/lontano la collaborazione con MicroMega. Il titolo è ripreso dall’ultimo almanacco monografico della rivista, in cui si ravvisa la necessità di reinserire l’eguaglianza fra le parole d’ordine della lotta politica, riprendendo la lezione di Norberto Bobbio, per il quale senza la “stella polare” dell’eguaglianza viene meno la stessa ragion d’essere della sinistra e di qualsiasi riformismo.

A vicino/lontano, si sa, i temi s’incrociano, si rincorrono, si ritrovano in altri luoghi del programma secondo percorsi a volte logici e manifesti, altre volte più sotterranei e misteriosi. Chiarissimo è il collegamento fra crisi economica e mercati finanziari, accusati a ragione dell’origine della catastrofe. Oltre che con George Soros, premio Terzani 2013, protagonista assoluto della serata di sabato 11 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, si parlerà di finanza “cattiva” e di finanza “buona” con Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica e con l’esperto Paolo Ermano a “Finanza etica: un ossimoro?” (sabato 11 maggio alle 15, Palazzo ConTemporaneo), inserito fra le “storie” della nona edizione del festival. La finanza può diventare anche il soggetto di un romanzo, e il romanzo un modo per rendere comprensibili a chiunque i meccanismi della finanza e il ruolo delle banche d’affari: ecco un’altra “storia”, “Criminal Bank” (sabato 11 maggio alle 10, Palazzo ConTemporaneo), con l’autore del libro Francesco Pratesi.

Come tutte le grandi rivoluzioni, quella che con Internet ha dato il via all’era digitale ha prodotto cambiamenti la cui portata e le cui implicazioni non sono semplici da definire e valutare. È tuttavia necessario interrogarsi e indagare per meglio comprendere questo fenomeno in continua evoluzione che è la “rete”, che in pochi anni non solo ha modificato profondamente il nostro modo di comunicare, ma ha prodotto una rivoluzione cognitiva senza precedenti che nelle nuove generazioni sta già provocando una mutazione antropologica e forse addirittura cerebro-neuronale. Il web come nuova forma del conoscere è oggetto del confronto, moderato da Marco Pacini, “Il sapere nella rete” (sabato 11 maggio alle 11.30), con Raffaele Simone, uno dei maggiori studiosi europei di linguistica e filosofia del linguaggio, e lo storico e filosofo della scienza Stefano Moriggi.

Se gli effetti sul presente sono già così profondi, cosa potrà accadere in un futuro che l’evoluzione tecnologica rende sempre più prossimo? Si può quasi intravedere quella creatura planetaria dotata di intelligenza connettiva a cui per sua natura la “rete” si rivolge. A figurare questo scenario, esaminando i problemi filosofici e culturali, ma anche etici, sociali e politici che pone, è Giuseppe O. Longo, nell’incontro a cura del festival goriziano èStoria “Paesaggi del post-umano: la creatura planetaria” (domenica 12 maggio alle 17).

Si parlerà inoltre del ruolo “politico” della Rete, delle opportunità che può offrire e dei pericoli che può nascondere. Il rapporto fra rete e democrazia sarà analizzato da Carlo Formenti, docente di Teoria e tecnica dei nuovi media, e Ignacio Ramonet, semiologo ed editorialista di El Pais, nel confronto moderato dal giornalista Fabio Chiusi “La rivolta intermittente: politica e contropolitica in rete” (domenica 12 maggio alle 15). Le trappole di una “rete” che cattura i nostri dati personali rendendoci sempre più tracciabili, reperibili, profilabili – in una parola “controllabili” – e gli eventuali mezzi da adottare per difenderci dalla sorveglianza digitale saranno invece illustrati da Claudio Agosti, cofondatore del progetto GlobaLeaks e presidente del Centro Hermes per la Trasparenza e i Diritti Umani Digitali, e da Fabio Pietrosanti, esperto di security, nell’incontro “Chi controlla i controllori?” (sabato 11 maggio alle 10).

17 aprile 2013

http://www.ilfriuli.it/index.php/top-ne … uropa.html

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