Una strategia per rilanciare l`Europa Contro la passività e il populismo‏

UN APPELLO DI SEDICI PERSONAUTA`

In questi giorni l`Europa non naviga in buone acque. Assistiamo a un rallentamento della spinta verso una più stretta integrazione e avvertiamo il reale pericolo di uno slittamento all`indietro. Oggi che la crisi del debito sovrano nell`eurozona incombe più minacciosa che mai, i leader europei devono mostrarsi capaci di proporre una nuova e più efficace agenda interna, accompagnata da una politica estera coraggiosa, se si vuole scongiurare il rischio di trasformare l`Ue in un attore marginale sul palcoscenico della globalizzazione, in un mondo percorso da rapidi cambiamenti che vanno chiaramente a scapito dell`Europa.

Invitiamo caldamente i leader europei ad esaminare le seguenti iniziative da attuare nel quadro di una strategia comune: Herman Van Rompuy, il presidente del Consiglio europeo, e José Manuel Barroso, il presidente della Commissione europea, non devono permettere che l`attenzione oggi puntata sull`economia dell`eurozona lasci in disparte altre istanze chiave in ambito europeo e globale. L`Europa deve restare essenziale nel ventunesimo secolo.

Suggeriamo ai leader europei di intavolare un dibattito vigoroso a favore dell`Europa, con argomentazioni che sappiano ribadire le ragioni della nostra unione, le aspirazioni e le finalità comuni a tutti i Paesi europei, indicando i passi da fare per realizzarle. E' ora che l`Europa dimostri con chiarezza al mondo quali sono i suoi obiettivi e i suoi interessi comuni.

Incoraggiamo il presidente Barroso a impostare una nuova visione per ristabilire la credibilità dell`Europa presso i cittadini europei, puntando l`attenzione sulle problematiche principali in campo economico e sociale, in particolare sulla creazione di nuovi posti di lavoro. La spaccatura tra l`Europa e i suoi cittadini si va allargando. Gli europei sono in apprensione per i ritardi che ostacolano le riforme istituzionali dell`Ue, per la crisi dell`eurozona e per una globalizzazione in fase di crescente accelerazione. Occorre rassicurarli sul futuro dell`Europa con maggior convinzione di quanto non si sia fatto negli ultimi anni.

Il Parlamento europeo, con i suoi nuovi poteri sanciti dal Trattato di Lisbona, dovrebbe aiutare la Commissione europea a riconquistare il pieno monopolio delle iniziative, invertendo la tendenza che vede invece i singoli governi nazionali europei, anziché I`Ue, mettersi al posto di guida per quel che riguarda la politica estera e di sicurezza nazionale.
Questo è vero in particolare in campo economico, dove a livello globale si avverte che la Germania conta molto di più dell`Europa, e in tema di sicurezza, dove Francia e Inghilterra eclissano il resto dei Paesi membri.

Il presidente Barroso e gli altri membri della Commissione dovranno svolgere un ruolo pubblico più incisivo nel promuovere l`integrazione europea e nel fissare una nuova agenda per il futuro. Il discorso di Michel Barnier a Berlino, lo scorso maggio, presso l`Università Humboldt, resta un`eccezione alla regola, con il suo incoraggiamento a guardare avanti. I membri della Commissione europea dovranno impegnarsi più energicamente nel dibattito pubblico per chiarire le loro posizioni sull`Europa.

Le istituzioni europee, assieme ai governi membri dell`Unione europea, dovranno intercettare con maggior rigore i partiti populisti, non piegarsi alle loro richieste. Anziché accettare passivamente la retorica di estrema destra contro l`immigrazione e il multiculturalismo, i leader europei dovranno, a tutti i livelli, proporre argomenti convincenti per contrastare la banale retorica antieuropea dell`estrema destra, e destinare un posto di rilievo nell`agenda politica a misure che favoriscano l`integrazione. L`Europa deve continuare a essere un luogo capace di accogliere gli immigrati, necessari per assicurare la sostenibilità del nostro sistema previdenziale e il dinamismo delle nostre economie.

Catherine Ashton, l`alto rappresentante dell`Unione europea per la politica estera e la sicurezza, dovrà impostare un`agenda più ambiziosa nel commercio, negli aiuti e negli investimenti, a sostegno della primavera araba. La invitiamo a lavorare in più stretto contatto con i nuovi leader della regione per assicurare che democrazia, legalità e diritti umani vengano rispettati e non si instaurino discriminazioni contro le donne e le minoranze. Facendo tesoro degli errori passati, la signora Ashton dovrà concentrare l`attenzione dell`Unione europea sulla collaborazione con i leader riformisti e i rappresentanti della società civile del mondo arabo.

La signora Ashton dovrà valorizzare il ruolo globale dell`Europa lavorando più alacremente con i Paesi emergenti per affrontare le nuove problematiche che esulano dal campo tradizionale e militare, tra cui i cambiamenti climatici, la crescita demografica accelerata, l`insicurezza alimentare e l`accesso alle risorse. Forte della sua reputazione mondiale, l`Europa dovrà farsi paladina delle politiche sui cambiamenti climatici, oggi che il riscaldamento del pianeta è una realtàe già provoca l`innalzamento dei mari e l`inasprimento della siccità. Ugualmente impegnativa è la sfida demografica. La popolazione mondiale si avvia a superare quota 9 miliardi nei prossimi quarant`anni, dai 6,9 attuali, e l`Europa dovrà prepararsi a far fronte a una crescente concorrenza per le risorse alimentari ed energetiche. Benché il mondo abbia raggiunto negli ultimi anni uno sviluppo e una prosperità senza precedenti, ricordiamo che oltre 1,4 miliardi di uomini vivono in estrema povertà, soprattutto in Asia.

Il nostro mondo sta per entrare in una nuova era di cambiamenti e trasformazioni.
Assistiamo a un`accelerazione degli eventi in Nord Africa e in Medio Oriente, mentre i Paesi emergenti in ogni punto del globo fanno sentire la loro voce e reclamano maggiori poteri – in altre parole, un nuovo ordinamento mondiale. Qui in Europa è essenziale che i cittadini ritrovino la fiducia nella comune impresa europea.

La posta in gioco è altissima. O saremo pronti ad avanzare con i tempi, affrontando le sfide di una nuova visione dell`Europa e di una nuova collaborazione con le superpotenze del futuro per migliorare la qualità di vita globale, combattere la povertà e creare lavoro e speranza per i giovani, oppure resteremo a guardare i cambiamenti come spettatori passivi. Lo sforzo che noi sosteniamo punta ad abbracciare l`Europa intera, ma è da Bruxelles che ci aspettiamo di sentire il primo incitamento.

Traduzione di Rita Baldassarre

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gli amici dei «think tank» di Bruxelles

La "strategia in 8 punti" che pubblichiamo in questa pagina è un appello dei membri del think tank Amici dell'Europa a Bruxelles per "rilanciare l'Unione Europea". Ecco i nomi dei firmatari.
Edmond Alphandery, presidente di Cnp Assurances ed ex ministro francese dell'Economia; Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio e vicepresidente della Convenzione sul futuro dell'Europa; Enrique Baròn Crespo, ex presidente del Parlamento europeo; Laurens Jan Brinkhorst, ex vice primo ministro olandese, ex direttore generale della Commissione europea; John Bruton, ex capo della Delegazione della Commissione europea a Washington ed ex primo ministro irlandese; Jean-Luc Dehaene, presidente della Dexia, membro della delegazione del Parlamento europeo per i rapporti con la Cina, ex primo ministro belga; Franz Fischler, ex commissario europeo per l'Agricoltura, presidente dell'Ecosocial Forum a Vienna; Elisabeth Guigou, membro delle commissioni estere e Affari europei presso l'Assemblée nationale in Francia, ex ministro per gli Affari europei; Jean-Pierre Jouyet, presidente dell'Autorité dei mercati finanziari francesi, ex segretario di stato per gli Affari europei; Sandra Kalniete, membro del Parlamento europeo, ex ministro degli Affari esteri della Lettonia, ex commissario europeo per l'Agricoltura; Mario Monti, ex commissario europeo per la Concorrenza, presidente dell'Università Bocconi e del Laboratorio economico globale ed europeo a Bruxelles (Bruegel); Alojz Peterle, membro della commissione per gli Affari esteri al Parlamento europeo, ex primo ministro sloveno; Michel Rocard, ex primo ministro francese; Jacek Saryusz-Wolski, membro del Parlamento europeo, ex ministro polacco per gli Affari europei; Frank Vandenbroucke, ex vice primo ministro belga; Guy Verhofstadt, capo dell'Alleanza dei liberali e democratici per l'Europa (Alde) presso il Parlamento europeo ed ex primo ministro belga.

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