Umbria, Pagano a Vinti: Subito corsi ai vigili urbani delle sette lingue più parlate dagli immigrati

“Subito corsi ai vigili urbani umbri delle sette lingue più parlate dagli immigrati in Italia”. E’ la proposta, ironica, di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione radicale “Esperanto”, all’assessore regionale alla Sicurezza stradale dell’Umbria Stefano Vinti.

“Visto che non spendiamo abbastanza soldi per il test d’italiano agli immigrati e i corsi per alfabetizzarli, spendiamone un altro po’ per le traduzioni dei test di guida nelle sette lingue più diffuse, come suggerisce l’ottimo Vinti, e già che ci siamo insegniamo anche le sette lingue ai vigili urbani, che dovranno pur comunicare con i neopatentati: se il guidatore ha preso la patente in arabo, bisogna
invitarlo a conciliare la contravvenzione in arabo. La democrazia linguistica in Italia si divide fra i tagli aberranti alla lingua italiana, i diritti calpestati delle minoranze linguistiche che dovrebbero essere tutelate sul territorio, l’imposizione arbitraria e coatta della lingua inglese dagli atenei alle scuole elementari e, ciliegina sulla torta, queste proposte folcloristiche che hanno almeno il pregio di farci sorridere, di tanto in tanto”, prosegue Pagano.

“Anziché spingere gli immigrati a integrarsi imparando bene la lingua del Paese che hanno scelto per vivere, così che possano più facilmente trovare lavoro e inserirsi socialmente, l’assessore ritiene sia meglio fare il contrario e fargli prendere la patente nella loro lingua, come se potessero fare lo stesso nello stipulare la polizza assicurativa, rinnovare il bollo, fare la constatazione amichevole in caso
d’incidente e così via. Ma l’aspetto più ironico, se non fosse tragico, è che un cittadino sardo, tutelato dalla Costituzione e dalle norme da essa previste come minoranza linguistica, la patente se la deve comunque prendere in italiano”, conclude Pagano.

Roma, 21 giugno 2011

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