Biografia sintetica

Nugae, ritratto di Giorgio Kadmo Pagano dipinto da Gianni Blanco

Ha una preparazione culturale costruita con il meglio del meglio dell'arte italiana, da De Dominicis a Pisani a Kounellis e politica con il Gandhi europeo, Marco Pannella, col quale ho condiviso migliaia di ore di riunioni, nonché prassi di lotta nonviolenta che lo hanno portato a fare 50 giorni di sciopero della fame in auto davanti al MIUR contro il genocidio culturale nell'istruzione italiana

KADMO

Giorgio Kadmo Pagano è pittore, scultore e architetto (laureatosi architetto a La Sapienza di Roma, relatore Filiberto Menna), politico, giornalista, autore di saggi e curatore delle edizioni italiane di importanti studiosi d’imperialismo linguistico/culturale anglosassone:

Come curatore e prefatore:

In preparazione

L’edizione italiana di:

  1. The Aggressor Language, manuale di guerra dell’esercito degli Stati Uniti che utilizzò la Lingua Internazionale (detta Esperanto) tra il 1950 e il 1964;
  2. Decolonizing Methodologies, della studiosa maori linda Tuhiwai;
  3. Aux Indes avec Gandhi, di Edmond Privat;
  4. Indigenous Children’s Education as Linguistic Genocide and a Crime Against Humanity, di Tove Skutnabb-Kangas.
Il nuovo saggio, aggiornamento di Come divenire la superpotenza culturale che siamo, «Translimen!»

Assiduo frequentatore dell’università notturna del club-bar Prive’ in  Via dell’Oca a Roma, con Gino De Dominicis, Jannis Kounellis, Emilio Prini, Vettor Pisani, Alighiero Boetti e Luigi Ontani… coi quali ha condiviso per anni anche la stessa Galleria, quella di Pio Monti a Via Principessa Clotilde. Università notturna, quella del Prive’, da cui passava chiunque da qualsiasi parte del mondo dell’arte che venisse a Roma ad esporre o meno: da Buren a Kosuth, da Merz a Sol LeWitt a Rotella.
La sua carriera espositiva inizia da giovanissimo, ma già stimato dagli artisti maggiori dell’arte contemporanea che vivono a Roma (a cominciare da Falasca, Benveduti, Catalano) agli Incontri Internazionali d’Arte, ha fatto parte della “Generazione Postmoderna/Nuovi Nuovi” teorizzati da Renato Barilli; della prima tornata della Transavaguardia per poi dissociarsene completamente e pubblicamente con l’articolo su L’Avanti Transavanguardia figlia della crisi o della povertà di idee, contrariato dalla teorizzazione del critico d’Arte – se dicente artista – Achille Bonito Oliva.
Alla Transavanguardia di ABO preferisce quindi il Transnazionale/trasnpartito di Marco Pannella fondendo Arte e Politica sulla matrice di Joseph Beuys si veda in proposito la recente dichiarazione di Lucrezia De Domizio Durini la più grande studiosa mondiale di Beuys.  

 

Per una versione più dettagliata  scrivere a assistente[at]giorgiopagano.com

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