Roma, 28 apr. (Adnkronos) – ”L’italiano degli sms e’ un gergo molto articolato”. A dirlo e’ Nicoletta Maraschio, Presidente dell’Accademia della Crusca, in un’intervista a ‘Focus’, il mensile Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Sandro Boeri. ”Le abbreviazioni – prosegue Maraschio – non sono un problema: sono sempre esistite, si trovano persino nei manoscritti medioevali, ed e’ probabile che qualche termine potra’ traghettare nell’italiano corrente, perche’, come tutte le lingue vive, e’ aperto e in continua mutazione, quindi esposto ogni momento alla contaminazione con altri linguaggi, i gerghi e i dialetti, e lingue. Scrivere un sms aumenta l’alfabetizzazione, avvicina alla lettura, alla scrittura e invita alla sintesi”. Piu’ in generale, secondo Maraschio, ”la lingua italiana si sta semplificando. Ed e’ un bene se si tratta della sostituzione del trapassato remoto con l’imperfetto o del futuro con il presente. O del cambiamento nel sistema pronominale: si e’ consolidato ormai ‘lui’ al posto di ‘egli’. Il linguaggio parlato ha modificato quello scritto. Il primo a farlo fu Dante che porto’ espressioni dell’italiano parlato nella Divina Commedia. Il cambiamento, se semplifica per comunicare meglio, e’ ben accetto. A patto – conclude il Presidente dell’Accademia della Crusca – che non impoverisca il linguaggio portando all’utilizzo di un vocabolario ristretto”.