L'Ue è il futuro, il sogno di molti Paesi
Good evening. Posso limitarmi a dirlo in inglese. Sto cercando di mantenere la calma, perché non ho mai sentito delle idiozie del genere! E vi spiego perché. I miei genitori fuggirono dalla Germania nel 1933. Mio padre era un avvocato e sarebbe stato arrestato dopo l'incendio del Reichstag. Dovettero fuggire, verso il Sud della Francia, anche perché lui e mia madre erano ebrei. Io fui concepito dopo lo sbarco degli Alleati in Normandia. Nove mesi dopo, nell'aprile del 1945, sono nato io.
Immaginatevi se avessi detto ai miei genitori che cinquant'anni dopo tra Francia e Germania non ci sarebbe stata nessuna forza militare se non quelle facenti parte della Nato, che non ci sarebbero state truppe né soldati in tutta Europa e che sarebbe stato possibile viaggiare liberamente in tutto il continente. I miei genitori avrebbero detto: «Abbiamo un problema: nostro figlio ha cominciato a parlare troppo presto e dice delle assurdità».
L'integrazione europea è stato un grande passo avanti della civiltà. Molti degli esperimenti politici più distruttivi del mondo sono nati in Europa: noi abbiamo creato il colonialismo, noi abbiamo creato il fascismo e noi abbiamo creato il comunismo. L'Europa è stata la regione più omicida del pianeta. Noi abbiamo dato inizio a due guerre mondiali ed era necessario mettere fine ai conflitti. Non potevamo continuare su questa strada e abbiamo deciso che l'idea migliore era dare vita a un'unione che consentisse ai popoli europei di fare affari insieme e scambiarsi merci. Il grande passo avanti è stato fatto quando è stata creata l'Unione europea.
Poi è caduto il comunismo. E c'è stata la generazione di François Mitterrand e di Helmut Kohl. Mitterrand diceva – e Margaret Thatcher era d'accordo – che bisognava spingere più in là l'integrazione europea: bisognava farlo per evitare che tornasse a esserci un Paese egemone in Europa; per fare in modo che non ci fossero più conflitti, e per fare in modo che i Paesi fossero costretti a lavorare insieme: potevano combattere all'interno di un Parlamento, ma non più su un campo di battaglia.
Poi hanno creato l'Euro. E sì, certo, l'Euro è in difficoltà. Ma fare un'unione è difficile. Non è mai stato creato uno Stato comune come l'Europa senza una guerra. E sulla Bosnia, Niall, hai ragione: personalmente ero favorevole all'idea di un intervento europeo. Ma dobbiamo prenderci la responsabilità per il continente. Guardate qual è la situazione in Europa oggi: gli Stati-nazione non sono in grado di affrontare i problemi della crisi – la crisi economica e di bilancio e i cambiamenti climatici – da soli. Avanti di questo passo, fra trent'anni nel G8 non ci sarà nessun Paese europeo. Solo l'Europa può difendere gli europei.
Sì, il processo è complicato. Ma preferisco degli europei che fanno fatica a parlare fra di loro a degli europei che fanno la guerra. Il linguaggio della guerra è universale, perciò tutto questo discorso sulle barriere linguistiche è un'assurdità. Abbiamo i traduttori, siamo in grado di far funzionare la faccenda. Venite al Parlamento europeo e potrete vederlo con i vostri occhi. Entrare nell'Unione europea è il sogno di molti Paesi. Se è così brutta come dici, perché tanti Paesi hanno votato per aderire all'Ue? Perché, dopo la caduta del Muro, i polacchi sono voluti entrare? E gli ungheresi? Volevano entrare nell'Ue perché è il futuro. Dire che l'Europa è il futuro non significa che non sia difficile, significa che non possiamo tornare indietro. Ma io sono fermamente convinto che se non proseguiremo sulla strada dell'integrazione europea, gli Stati-nazione del Vecchio continente si troveranno nei guai, perché sono società sempre più vecchie.
Dobbiamo unirci per difenderci. L'Unione europea è un ombrello che consente di difendere la nostra visione di come vivere insieme, e siamo riusciti a realizzare tutto questo senza guerre. È noto che gli Stati Uniti sono diventati veramente uniti solo in seguito a una guerra civile. I due conflitti mondiali sono stati la nostra guerra civile, e dopo di essi noi europei abbiamo imparato a lavorare insieme. Lo so che discutere può essere complicato, ma voglio usare una vecchia battuta ebraica: se hai due soluzioni, scegli sempre la terza. E questo è l'Europa.
Da ilsole24ore.com, 16.04.2013