«Non ombrelli. Sovranità europea»
L’Italia fa bene a non muoversi per riflesso dentro architetture di sicurezza costruite altrove.
La questione non è scegliere tra un ombrello americano o un ombrello franco-tedesco.
La questione è più profonda.
L’Europa deve decidere se vuole restare un sistema di protezione extracontinentale
o diventare finalmente soggetto politico della propria sicurezza.
Questo significa due cose molto concrete:
riprendere in mano il Trattato di partenariato e cooperazione del 1997 con la Federazione Russa, ancora giuridicamente vigente;
e prendere sul serio la relazione della Corte dei Conti dell’Unione europea del 2021, che ha certificato in Ucraina fenomeni strutturali di grande corruzione e cattura dello Stato.
L’autonomia non si proclama nei vertici internazionali.
Si esercita assumendo responsabilità giuridica e diplomatica sul proprio spazio geografico.
La sicurezza europea non si costruisce per sostituzione di dipendenze. Si costruisce con un’architettura autonoma, integrata e progressista.
Di questa ricostruzione della sicurezza europea la parte fondamentale e da implementrar quanto prima è il transarmo: non meno difesa, ma difesa più intelligente, più europea, capace di integrare strumenti militari, civili, tecnologici e sociali in un unico sistema coerente.
La sicurezza non è un ombrello. È forma politica.
Kadmo






