A Media e Giornalismo è temuto da quasi tutti gli studenti, molti lo rimandano, si cimentano (anche più di una volta) di fronte a quello che è l’esame più ostile: Lingua Inglese. Alla Cesare Alfieri è una prova impegnativa, atta ad appurare la reale conoscenza della lingua e la padronanza di linguaggio. Il programma, vasto e approfondito, scoraggia gli studenti che tendono a procrastinare il confronto con la materia sostenendo l’esame al termine del percorso di studio. A spaventare non c’è solo la prova finale ma anche il test B2 propedeutico all’esame introdotto dalla facoltà con la nascita del nuovo ordinamento didattico ex DM 270. Una prova che attesta, oltre alla conoscenza grammaticale, la padronanza di un linguaggio specialistico. Per molti studenti universitari che scontano le lacune di una fragile preparazione della lingua inglese durante gli anni di liceo, gli scogli sono due. Il tutto diventa ancora più problematico se il superare l’esame condiziona la discussione della tesi di laurea. Spesso Lingua Inglese è l’ultimo esame che molti sostengono con la tesi già consegnata in segreteria.
Nella sessione di Giugno, per esempio, la data ultima per consegnare le copie della tesi in segreteria è il 13 mentre si possono sostenere esami di profitto entro il 17 dello stesso mese. Così per tanti l’esame di Inglese è l’ultima prova prima di discutere una tesi già timbrata dalla segreteria. Ma tutto si complica se lo studente non riesce a superare neanche il primo step: il test B2.
In casi limite la Preside ha la facoltà di rilasciare deroghe straordinarie per baipassare il test e accedere direttamente all’esame. Ma il numero è molto limitato:“In tre anni ne avrò date solo una dozzina” chiarisce la Preside Franca Alacevich che precisa le condizioni necessarie per usufruire dell’eccezione: “esclusivamente per inglese, esclusivamente a studenti dei vecchi ordinamenti (quello quadriennale e quello ex DM 509/99) e solo nel caso in cui essi abbiano già finito tutti gli esami, eccetto lingua inglese, abbiano già preparato la tesi (con conferma del relatore scritta) e abbiano provato ripetutamente il test senza successo”. Un eccezionale strappo alla regola che comunque non regala l’esame: “solo uno di questi studenti ha ad oggi superato l’esame nonostante non avesse superato il test”. L’unico risultato positivo che la Preside attribuisce alla sola conoscenza della lingua.
Nessun segnale di ammorbidimento dalla Cesare Alfieri che insiste sull’importanza della lingua parlata in tutto il mondo: “oggi i laureati in Scienze politiche che non conoscono bene l’inglese – afferma la preside – e non padroneggiano anche una seconda lingua possono avere serie difficoltà sul mercato del lavoro e nel lavoro”. D’altra parte la Facoltà mette a disposizione una serie di servizi che dovrebbero permettere a tutti gli studenti, anche a quelli che non conoscono la lingua straniera, di affrontare l’esame con una preparazione adeguata. Un lettorato attivo tutto l’anno,corsi di lingua presso il Centro Linguistico di Ateneo, e il tandem organizzato dall’Ufficio Relazioni Internazionali che permette agli studenti che vogliono imparare di incontrare ragazzi stranieri che vogliono affinare l’italiano. Una serie di servizi, secondo la Preside, poco utilizzati dagli studenti che dovrebbero, invece, sfruttare. Anche perché l’annuncio della Preside è chiaro “Queste poche deroghe stanno comunque per finire, anche perché manifestamente inutili, ma soprattutto perché ormai la disciplina di facoltà è entrata in vigore da tre anni e non è più sostenibile la motivazione addotta dagli studenti relativamente alla loro non conoscenza della procedura”.
Se nel primo triennio la novità del test di propedeuticità è stata sostituita da una deroga eccezionale adesso non ci saranno più scorciatoie per gli studenti che dovranno afforntare test B2 e esame di inglese.
Annalisa Ausilio
Unicittà informazione universitaria