Trattasi, in definitiva, non si sa bene in base a quale articolo di legge o altra fonte normativa, di un’indebita tassa linguistica che il Ministero, italiano, costringe a far pagare a cittadini ed enti che, volendo partecipare a tali Bandi, sono costretti a remunerare profumatamente traduttori professionisti adeguati alla complessità dei Progetti.
Inoltre, in tal modo, il MiUR da’ indirettamente ragione alla Commissione europea che, anche recentemente, ha pubblicato i bandi dei concorsi per accedere alla funzione pubblica europea nelle sole lingue inglese, francese e tedesca in violazione del principio europeo del multilinguismo, decisione contro la quale si è avuta l’impugnazione da parte della Ministro Bonino.
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