Dichiarazione dell’ Unione Esperantista Europea in occasione della Giornata europea 9 maggio 2003

Dichiarazione dell’ Unione Esperantista Europea in occasione della Giornata europea 9 maggio 2003

L’analisi dell’attuale situazione linguistica in Europa, anche in considerazione dell’imminente allargamento dell’Unione europea, conferma l’importanza per l’Europa e per tutto il mondo di un’effettiva uguaglianza delle lingue e di una tutela delle diversità linguistiche.

Noi esprimiamo il nostro completo consenso con quei principi, relativi sia alla parità di diritti per le lingue sia alla tutela delle diversità linguistiche: principi già affermati nei diversi trattati nazionali, internazionali e dell’Europa unita, come pure nelle leggi fondamentali e, in modo specifico, nelle Conclusioni del Consiglio dei Ministri del 12 giugno 1995 sulla diversità e sul pluralismo delle lingue nell’Unione europea, poi confermate nel gennaio 2002. Dobbiamo tuttavia sottolineare che le discriminazioni e le disuguaglianze linguistiche si sono acuite negli ultimi anni, nonostante le encomiabili intenzioni espresse nei diversi trattati e nelle leggi fondamentali.

Inoltre, osserviamo che sta crescendo la pressione degli europei per l’apprendimento dell’inglese; e non solo per accettare così l’idea che la lingua comune dell’Europa sia ormai l’inglese, ma anche per investire in questa lingua molto tempo e denaro.

Nonostante questo cospicuo investimento, i cittadini anglofoni sono sempre nettamente favoriti, per esempio nell’inserimento in posti di lavoro presso imprese ed organizzazioni europee. Tale contesto di ingiustizia e disuguaglianza, e quindi di deficit democratico, non è accettabile nella prospettiva della costruzione di un’Europa che tenda a unificarsi.

Perciò – pur riconoscendo l’importanza, in molti contesti, dell’apprendimento delle lingue nazionali – sottolineiamo che per molti cittadini sarebbe estremamente utile fruire di una lingua comune che si possa imparare in modo relativamente semplice e che non non sia discriminante per nessuno.

Riteniamo – sulla base dell’esperienza accumulata in più di 100 anni – che una lingua neutrale pianificata, quale l’Esperanto, potrebbe rendere disponibile una reale base per facilitare una comunicazione fondata sulla parità dei diritti fra i cittadini europei.

Invitiamo la Commissione europea e i governi nazionali in Europa ad adempiere quanto prima alla volontà espressa nelle Conclusioni del Consiglio dei Ministri sulla diversità e sul pluralismo delle lingue nell’Unione europea, e a porre in essere una conferenza permanente di rappresentanti nazionali, esperti e politici, i quali esplorino tutte le opzioni, compresa quella qui proposta sulla lingua internazionale Esperanto, provvedendo anche a sperimentazioni in proposito.

Affermiamo che il principio di una reale e concreta uguaglianza di diritti fra tutti i cittadini dell’Unione, anche sotto il profilo linguistico – che è realmente conseguibile -, debba essere contenuta nel testo costituzionale che la Convenzione sta preparando e che si accinge a rendere operante.

Unione Esperantista Europea

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