CENSURA: Ghali/Rai, Kadmo/Radio Radicale. Due pesi, due misure.

La discussione seguita, ancora in questi giorni, intorno alla dimensione censoria della RAI rispetto alla dichiarazione di Ghali a Sanremo è surreale, non solo perché nella realtà dei fatti non c’è stata: Ghali ha potuto dire quel che riteneva di dire. Ma, ciò che ne è seguito, non ha fatto altro che porre ulteriore enfasi e attenzione a una dichiarazione ben al di sotto di quanto è sempre accaduto tra gli artisti e che, il pubblico è abituato a vedere in tutto l’occidente:  penso, ad esempio, all’irrisione continua dei reali d’Inghilterra fatta dai Queen.
Invece, nel caso censorio di Radio Radicale, l’emittente ha operato un’integrale censura della trasmissione, non ha avvisato gli ascoltatori che la puntata di Translimen non sarebbe andata in onda e, il giorno dopo la direttrice Giovanna Reanda mi ha comunicato via PEC che “Radio Radicale ha deciso di non trasmettere piu la rubrica Translimen!”: DESAPARACIDA la trasmissione e desaparecido io, che dal 1976 collaboravo a Radio Radicale.
Nella puntata di “di Martedì” Floris ha chiesto ad  Elisabetta Piccolotti rispetto a quanto accaduto in RAI “che c’è di male?”
«C’è di male – ha risposto la Piccolotti – che quando la Venier dice “qui è una festa” sta dicendo che è una festa della censura, […]  è gravissimo quello che sta accadendo dentro la Rai. Perché quando si impedisce ad artisti di fare dichiarazioni che non nuocciono a nessuno, che non sono violente, che non sono dichiarazioni offensive nei confronti di alcuno, significa che si sta tentando di ingannare e irreggimentare il pubblico che c’è dall’altra parte e che si pensa che quel pubblico sia privo di cervello».

Due pesi e due misure quindi.

Dichiarazione di Giorgio Kadmo Pagano

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