“Il premier che si vanta di aver svenduto il Paese agli Stati Uniti parlando al telefono da solo con una sala deserta è degno del miglior Beckett, è l’ultimo nastro di Silvio”, ha dichiarato Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione radicale “Esperanto”.
“Secondo quanto riportato da un autorevole quotidiano, il premier, immortalato dal Tg3 mentre telefonava alla sala vuota del convegno appena concluso organizzato da Francesco Nucara in Calabria, declamava: ‘Viva gli Stati Uniti d’America, che gli italiani hanno contribuito a far diventare grande!’. Detto da uno che costringe gli italiani a imparare a menadito la lingua degli americani per poter insegnare latino, italiano, educazione fisica o qualsiasi materia, leader di un Paese che sta bombardando lo stesso dittatore a cui lui baciava le mani prima che Obama schioccasse le dita, dall’uomo delle tre ‘i’, di cui una, che non sta per ‘i’taliano bensì per ‘i’nglese, ci costa 60 miliardi di euro l’anno solo per l’autosubordinazione linguistica, senza voler rivangare per pietà il sostegno a Bush nella guerra in Iraq, sarebbe tragico se non fosse tragicomico”.
“Qualcuno dica al premier che l’Italia è in Europa, fa parte di una Unione di Stati che si trova dalla parte opposta dell’oceano Atlantico rispetto agli USA e che non possono esserne appendice coloniale, cosa di cui lui non si ricorda mai, neanche quando prende ceffoni diplomatici sulla vicenda del brevetto unico per colpa della sua politica sbagliata, salvo poi diventare antieuropeista ogni volta che ha bisogno di un capro espiatorio per i suoi fallimenti”, ha concluso Pagano.
Roma, 18 giugno 2011
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