Beatificazione Wojtyla: Lieti della nostra testimonianza esperantista e non solo

Beatificazione Wojtyla, Giorgio Pagano:«Lieti della nostra testimonianza esperantista e non solo»
Dichiarazione di Giorgio Pagano – Radicali/ERA
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«Siamo lieti di aver testimoniato il sostegno alla Lingua Internazionale di Giovanni Paolo II», ha dichiarato Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale “Esperanto”.
«Innalzare il nostro striscione “Viva il papa esperantista” anche in esperanto e inglese nel corso della beatificazione è stato per noi molto più di un semplice “io c’ero”. Abbiamo messo in rilievo un aspetto fondamentale per milioni di persone nel mondo di una delle figure più importanti del Novecento, all’interno di un momento storico irripetibile», ha proseguito Pagano.
«Devo aggiungere che tra noi Radicali e Giovanni Paolo II c’è sempre stato un buon rapporto, anche con “l’amico” Marco Pannella come ebbe a dire. Ricordo la vicinanza contro la fame nel mondo e la pena di morte, per il tribunale internazionale contro i crimini di guerra. Era doveroso quindi testimoniarla questa vicinanza. Poi è stata un’ulteriore emozione poter fotografare il nostro striscione accanto a quello di Solidarnosc, per cui Wojtyla fece così tanto e contro la dittatura polacca.
Il nostro auspicio esperantista ora è poter continuare un dialogo attivo e partecipe con la Chiesa e le scuole cattoliche per il difficile cammino della Lingua Internazionale».

Roma, 1 maggio 2011

2 commenti

  • Notizie Radicali:

    Giorgio Pagano

    "La Lingua Internazionale è qualcosa di prezioso", come ha detto Marco Pannella, intervenuto in pieno sciopero della fame alla conferenza stampa sulla manifestazione di testimonianza alla beatificazione di Giovanni Paolo II. Testimonianza politica, quella dell’Associazione Radicale "Esperanto", ma anche e soprattutto storica. L’evento, seguito da un milione e mezzo di persone secondo le principali fonti giornalistiche, ha visto personalità e culture diverse convergere verso una delle figure, nel bene e nel male, più importanti del Novecento. Il punto di convergenza? Forse nessuno: perché i volti del Pontificato di Wojtyla sono molti, delicati ed eterogenei.

    Fra questi, c’è il sostegno all’Esperanto. Nel 1994, il Partito Radicale inviò una lettera a Giovanni Paolo II, chiedendogli di fare i consueti auguri pasquali anche nella lingua creata da Zamenhof. Egli accolse l’auspicio. Da allora nacque una tradizione che continua ancora oggi, sotto il Pontificato del suo successore.

    Indispensabile, quindi, rendere omaggio a questo aspetto del Papa, uno dei meno conosciuti eppure sostanziali ed emblematici. Al di là del discorso strettamente linguistico (l’aver vissuto personalmente l’oppressione della lingua russa sotto il regime sovietico in quanto polacco, ad esempio), la Lingua Internazionale rientra nella concezione universalistica della Chiesa moderna in modo particolare, ed è significativo che a introdurla fra le lingue della benedizione Urbi et Orbi sia stato proprio il Papa che ha ricoperto buona parte della seconda metà del Novecento, fino ai primi anni di questo millennio, con il suo Pontificato.

    Innalzare lo striscione "Viva il papa esperantista" anche in esperanto e inglese è stato altresì più di un semplice "io c’ero" o "l’ERA c’era": tra i Radicali e Giovanni Paolo II c’è sempre stato un buon rapporto, anche con "l’amico" Marco Pannella come ebbe a dire. Basti ricordare la vicinanza contro la fame nel mondo e la pena di morte, per il tribunale internazionale contro i crimini di guerra o l’ingiustizia carceraria in Italia. Era doveroso quindi testimoniarla questa vicinanza, senza contare che l’occasione è anche valsa per la foto dello striscione radicale accanto a quello di Solidarnosc, per cui Wojtyla fece così tanto e contro la dittatura polacca.

    L’auspicio esperantista ora è poter continuare un dialogo attivo e partecipe con la Chiesa e le scuole cattoliche per il difficile cammino della Lingua Internazionale.

  • WOJTYLA: PAGANO (RADICALI), VIVA IL NOSTRO PAPA ESPERANTISTA

    Lunedì 02 Maggio 2011 09:22

    (AGENPARL) – Roma, 02 mag – "Siamo lieti di aver testimoniato il sostegno alla Lingua Internazionale di Giovanni Paolo II", ha dichiarato Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale "Esperanto". "Innalzare il nostro striscione ‘Viva il papa esperantista’ anche in esperanto e inglese nel corso della beatificazione è stato per noi molto più di un semplice ‘io c’ero’. Abbiamo messo in rilievo un aspetto fondamentale per milioni di persone nel mondo di una delle figure più importanti del Novecento, all’interno di un momento storico irripetibile", ha proseguito Pagano. "Devo aggiungere che tra noi Radicali e Giovanni Paolo II c’è sempre stato un buon rapporto, anche con ‘l’amico’ Marco Pannella come ebbe a dire. Ricordo la vicinanza contro la fame nel mondo e la pena di morte, per il tribunale internazionale contro i crimini di guerra. Era doveroso quindi testimoniarla questa vicinanza. Poi è stata un’ulteriore emozione poter fotografare il nostro striscione accanto a quello di Solidarnosc, per cui Wojtyla fece così tanto e contro la dittatura polacca. Il nostro auspicio esperantista ora è poter continuare un dialogo attivo e partecipe con la Chiesa e le scuole cattoliche per il difficile cammino della Lingua Internazionale".

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